Archivio mensile agosto 2018

Videosorveglianza nei cantieri edili: il dibattito

Videosorveglianza nei cantieri edili: il dibattito

La videosorveglianza nei cantieri edili è un tema “caldo” e sul quale si accendono sempre dibattiti e discussioni. Da una parte infatti, le aziende ed il datore di lavoro vogliono installare un impianto di videosorveglianza per questioni di sicurezza e/o come prevenzione contro furti. Dall’altra parte i lavoratori sentono la loro privacy lesionata e pensano che sia solo un modo per controllarli.

Videosorveglianza nei cantieri edili: cosa si puo’ fare e cosa no

Nel D.Lgs. n. 196 del 2003 si è cercato di trovare un punto di incontro fra le esigenze del datore di lavoro ed i diritti dei lavoratori. E così diventa chiaro che in nessun caso il datore di lavoro può utilizzare l’impianto di videosorveglianza per controllare l’efficienza dei propri dipendenti. Per questo sono previste sanzioni molto pesanti nel caso in cui il datore di lavoro utilizzi in modo illegittimo l’impianto. Vietata è l’installazione di impianti di videosorveglianza in luoghi privati come bagni e spogliatoi e vietata è anche l’installazione di telecamere finte.

Videosorveglianza nei cantieri edili: cosa fare prima di installare l’impianto

Ecco quali sono gli obblighi, secondo normativa, che un’azienda deve rispettare prima di installare un impianto di videosorveglianza:

  • Posizionare le telecamere nei luoghi da sorvegliare,
  • Nominare un responsabile per la videosorveglianza,
  • Informare i lavoratori,
  • Posizionare cartelli che avvisino della presenza dell’impianto,
  • Ottenere l’autorizzazione per installare l’impianto.

Come detto, le sanzioni sono molto salate per chi non rispetta le normative in merito agli impianti di videosorveglianza. Per non rischiare, è sempre meglio rivolgersi ad esperti del settore, come Morello Impianti.

Ponteggio autosollevante: la descrizione

Ponteggio Autosollevante

Il ponteggio autosollevante è un tipo di ponteggio, una passerella, che può salire e scendere scorrendo lungo dei tralicci. Quando il ponteggio autosollevante ha una sola colonna viene chiamato monocolonna, quando invece ne ha due, ovviamente, bicolonna. Questo tipo di ponteggio può portare sia persone che materiali.

Ponteggio autosollevante: poco conosciuto in italia

Al contrario dei Paesi nordici, in Italia il ponteggio autosollevante è ancora poco conosciuto e poco utilizzato. Come mai? Per alcuni tipi di lavori effettivamente non è necessario, dato che rappresenta un costo, fra virgolette, “inutile”, ma c’è una grande quantità di cantieri dove un ponteggio di questo tipo potrebbe tornare utile eccome. Come mai non viene utilizzato quindi? La ragione principale è che gli italiani sono un po’ restii alle nuove tecnologie, soprattutto se rappresentano un costo, e preferiscono rimanere “tradizionali”.

Ponteggio autosollevante: i vantaggi

Un ponteggio autosollevante però ha una serie di vantaggi che è bene considerare:

  • Permette di lavorare efficientemente e velocemente;
  • I lavoratori possono essere più produttivi dato che non devono perdere continuamente tempo a salire e scendere scale, magari trasportando materiale pesante;
  • Permette di caricare materiale e può evitare quindi la presenza di altri macchinari come gru o montacarichi;
  • Aumenta la sicurezza nel cantiere, dato che protegge dal pericolo di cadute chi o cosa viene trasportato.

Volete saperne di più? Avete ancora dubbi sui vantaggi di un ponteggio autosollevante? Non esitate a mettervi in contatto con Morello Impianti.

Impianti elettrici nei cantieri

Impianti elettrici nei cantieri

Gli impianti elettrici nei cantieri sono costituiti da componenti elettrici e si trovano, come dice il nome stesso, all’interno di cantieri, sia all’aperto che interni. Normalmente hanno quindi vita breve dato che “nascono” con l’inizio dei lavori e “scompaiono” quando il cantiere è terminato. Dato il luogo dove vengono inseriti ed utilizzati devono presentare delle determinate caratteristiche che li rendano idonei e sicuri come ad esempio la resistenza a condizioni ambientali estreme, la presenza di polveri e le vibrazioni continue. Devono inoltre presentare una protezione per limitare il rischio di contatto diretto.

Il rischio di contatto diretto

Il contatto diretto è al settimo posto nella classifica delle tipologie di incidente mortali che avvengono nei cantieri. Un impianto elettrico di cantiere realizzato erroneamente o difettoso può essere la causa principale di un contatto diretto. Per precisare, il contatto diretto si ha quando una persona viene a contatto con una parte dell’impianto elettrico in tensione e rappresenta un pericolo di livello massimo.

Impianti elettrici nei cantieri: prevenzione contro i contatti diretti

Nei lavori che non richiedono un contatto con cavi ed impianti elettrici, la protezione contro un contatto diretto deve essere garantita rispettando la distanza minima di sicurezza. Nello specifico, questa distanza va da un minimo di 3 metri ad un massimo di 7 metri. Nei lavori invece di tipo elettrico, la protezione deve essere garantita utilizzano un impianto elettrico a norma e con regolare certificazione e regolari controlli nei tempi previsti.
Il contatto diretto è causa di morte fra i lavoratori in cantiere e bisogna quindi rispettare le normative e la buona prassi per evitare qualsiasi tipo di incidente. Fatevi aiutare da esperti del settore che vi garantiranno il massimo della sicurezza: contattate Morello Impianti.

La certificazione di un impianto di messa a terra del ponteggio

Tutti i tipi di impianti elettrici, incluso quelli di messa a terra di un ponteggio all’interno di un cantiere, hanno necessità di una certificazione/dichiarazione di conformità che deve essere redatta dall’installatore secondo la normativa D.M. 37/08. In questa certificazione si deve dichiarare che l’impianto è conforme alla regola d’arte, che si sono utilizzati componenti idonei al cantiere in questione e che sono state svolte le verifiche iniziali come da normativa.

COSA DEVE CONTENERE LA CERTIFICAZIONE DI UN IMPIANTO DI MESSA A TERRA DEL PONTEGGIO

La certificazione, nello specifico, deve riportare i dati dell’impresa installatrice con relativo numero CCIAA, il nome del committente, la descrizione dell’impianto di messa a terra e la sua ubicazione. Inoltre, i seguenti documenti devono essere allegati:
– Relazione sui materiali utilizzati per l’impianto,
– Schema dell’impianto,
– Certificato CCIAA dell’impresa installatrice.

IMPIANTO DI MESSA A TERRA DI UN PONTEGGIO: LE VERIFICHE OBBLIGATORIE

Una volta entrato in azione, il datore di lavoro committente ha tempo trenta giorni per inviare all’INAIL e all’Azienda Sanitaria Provinciale di competenza, la dichiarazione di conformità. L’INAIL quindi potrà – ma non necessariamente – effettuare la prima verifica ma, anche in caso ciò non accadesse, dopo due anni (ammesso che il cantiere sia sempre esistente), il datore di lavoro committente dovrà richiedere la verifica periodica all’ASP di competenza. Quando si termina il cantiere, il datore di lavoro deve inviare obbligatoria comunicazione all’INAIL e all’ASP.
Secondo normativa ci sono passaggi che risultano obbligatori per garantire la conformità di un impianto di messa a terra di cantiere. Per evitare dubbi ed il rischio di incorrere in sanzioni, rivolgetevi ad esperti che sapranno consigliarvi al meglio, come Morello Impianti.