La messa a terra di un ponteggio è un argomento molto complesso e sul quale non ci si possono permettere errori in quanto il rischio di un pericolo anche molto pericoloso può essere altissimo. Ci sono tre casi in cui il ponteggio deve essere messo a terra:

  • quando può essere considerato una struttura metallica di notevoli dimensioni;
  • quando può essere considerato come una massa e deve essere protetto contro i contatti diretti;
  • quando può essere considerato come una massa estranea.

I tre casi in breve

Nel primo caso rientrano ad esempio gru, impianti di betonaggio, silo per la malta, ecc. Nel secondo caso, per proteggere la massa dai contatti diretti, è necessario realizzare l’equipotenzialità della massa – il ponteggio – con l’altra massa che può rappresentare un pericolo. Per quanto riguarda il terzo caso, la massa estranea deve essere collegata, per rispettare l’equipotenzialità, all’impianto di terra già esistente, tranne nel caso in cui il ponteggio si trovi installato su terreni asfaltati, coperti di ghiaia oppure lastricati o costituiti da roccia o marmo.

Chiedere agli esperti

Si tratta di un argomento molto delicato sul quale sono state emesse numerose normative che spesso però hanno bisogno di essere capite bene. Per evitare di operare nell’illegalità – anche involontariamente – e per evitare qualsiasi tipo di pericolo, è altamente consigliabile rivolgersi ad un esperto che da anni lavori in questo campo. Morello Impianti si avvale di un team di specialisti al quale potete rivolgervi per una consulenza, anche senza impegno.