Quando e’ d’obbligo la messa a terra di un ponteggio?

La messa a terra di un ponteggio è un argomento molto complesso e sul quale non ci si possono permettere errori in quanto il rischio di un pericolo anche molto pericoloso può essere altissimo. Ci sono tre casi in cui il ponteggio deve essere messo a terra:
– quando può essere considerato una struttura metallica di notevoli dimensioni;

– quando può essere considerato come una massa e deve essere protetto contro i contatti diretti;
– quando può essere considerato come una massa estranea.

I TRE CASI IN BREVE

Nel primo caso rientrano ad esempio gru, impianti di betonaggio, silo per la malta, ecc. Nel secondo caso, per proteggere la massa dai contatti diretti, è necessario realizzare l’equipotenzialità della massa – il ponteggio – con l’altra massa che può rappresentare un pericolo. Per quanto riguarda il terzo caso, la massa estranea deve essere collegata, per rispettare l’equipotenzialità, all’impianto di terra già esistente, tranne nel caso in cui il ponteggio si trovi installato su terreni asfaltati, coperti di ghiaia oppure lastricati o costituiti da roccia o marmo.

CHIEDERE AGLI ESPERTI

Si tratta di un argomento molto delicato sul quale sono state emesse numerose normative che spesso però hanno bisogno di essere capite bene. Per evitare di operare nell’illegalità – anche involontariamente – e per evitare qualsiasi tipo di pericolo, è altamente consigliabile rivolgersi ad un esperto che da anni lavori in questo campo. Morello Impianti si avvale di un team di specialisti al quale potete rivolgervi per una consulenza, anche senza impegno.

Antifurto per ponteggi: cosa valutare

Un accesso difficoltoso ed un adeguato impianto di illuminazione sono importanti per bloccare eventuali tentativi di furto, ma a volte non sono sufficienti. Per avere una sicurezza completa è necessario quindi installare degli adeguati impianti antifurto per ponteggi. Ci sono diversi aspetti da valutare per scegliere il miglior modello che deve essere quasi realizzato su misura a seconda del cantiere in cui ci si trova. Ad esempio, materiali ed attrezzature all’interno del cantiere non devono bloccare il funzionamento dell’impianto e l’apertura di finestre, o comunque i movimenti “normali” degli abitanti dell’edificio non devono far entrare in funzione l’allarme.

ANTIFURTO PER PONTEGGI: CARATTERISTICHE, COSTO, ECC.

Per capire le caratteristiche che dovrà avere l’antifurto che vogliamo installare, è necessario individuare quali sono i passaggi “pericolosi” e prevedere quindi un controllo maggiore di queste aree. In caso di cantiere di grandi dimensioni questi punti deboli possono però essere molti – troppi – quindi un’altra soluzione potrebbe prevedere l’installazione di una serie di sensori anti-arrampicamento bidirezionali. Il costo di un impianti antifurto per ponteggi varia a seconda delle sue caratteristiche, dell’area che deve ricoprire, della tecnologia che viene utilizzata, ecc. In caso di utilizzo saltuario si può anche valutare l’acquisto di un impianto di seconda mano, purchè totalmente funzionante ed in regola, oppure il noleggio.

CHIEDERE AGLI ESPERTI PER LA VALUTAZIONE

Scegliere l’impianto antifurto ottimale per il cantiere in questione è un fattore determinante per la sicurezza. Non bisogna quindi scegliere a caso solamente perchè siamo attirati da una particolare offerta o da un costo minore di un impianto rispetto ad un altro. Una serie di valutazioni tecniche sono necessarie per capire qual è l’impianto migliore da utilizzare e per questo è sempre necessario rivolgersi ad uno specialista, per esempio di Morello Impianti, per una consulenza.

Scegliere un ponteggio autosollevante: caratteristiche e prezzo

Un ponteggio autosollevante si utilizza principalmente nell’edilizia ed è una macchina in grado di sollevare non solo persone, ma anche macchinari di lavoro e materiale vario, con un movimento parallelo alla facciata dell’edificio sul quale si sta lavorando. Il ponteggio autosollevante può essere di due tipi: bicolonna o monocolonna e alcuni modelli possono essere anche creati su misura a seconda delle esigenze di cantiere in cui verranno impiegati.
Durante il montaggio la base delle colonne deve essere messa perfettamente in piano e le pareti del muro devono essere opportunamente distanziate per non rischiare di andare a sbatterci contro. Una volta appurati questi due aspetti iniziali, si può procedere con il resto del montaggio che tendenzialmente è abbastanza veloce. Al termine viene configurato il quadro elettrico.
In linea generale, un ponteggio autosollevante può sopportare un carico fino addirittura a 2000 kg. Nel caso di ponteggi autosollevanti elettrici, questi possono essere utilizzati anche in assenza di corrente, grazie ad un sistema manuale. Sono utili per lavori ad altezze elevate potendo raggiungere anche i 150 metri. Le loro dimensioni non troppo ingombranti li rendono ideonei ad essere montati anche in contesti dove lo spazio è ridotto.
Parlando del prezzo, questo chiaramente può variare di molto, soprattutto nel caso di ponteggi autosollevanti realizzati su misura. Chiaramente, prima di un acquisto, è utile fare ricorso alle proprie capacità di trattativa e commerciali dato che tendenzialmente si può „aggiustare“ il prezzo iniziale. Inoltre, se il budget è limitato sicuramente si può prendere in considerazione l’acquisto di un ponteggio autosollevante di seconda mano o addirittura il noleggio.

Impianto di alimentazione dell’ascensore: le normative

La normativa di riferimento quando si tratta di impianti di alimentazione dell’ascensore è la norma UNI EN 81-20 entrata in vigore il 2 ottobre 2014. Questa norma stabilisce i requisiti relativi all’installazione ed agli elementi costitutivi dell’equipaggiamento elettrico e si applica precisamente:

– all’interruttore generale del circuito di forza motrice;
– all’interruttore del circuito di illuminazione;
– all’illuminazione del vano

Da notare che l’ascensore deve essere considerata come un pezzo unico, come un macchinario con impianto elettrico incorporato.

IMPIANTO DI ALIMENTAZIONE DELL’ASCENSORE: L’ELETTRICISTA

L’elettricista ha quindi le seguenti competenze quando si parla di ascensori:

  • linea di alimentazione;
  • illuminazione e circuito delle prese;
  • illuminazione dei pianerottoli vicini alle porte dell’ascensore;
  • illuminazione dell’accesso al locale macchinario o comunque al luogo dove si trovano i comandi.

Ciò che è di competenza dell’elettricista può essere anche competenza di un ascensorista solamente se abilitato ai sensi del DM 37/08 per gli impianti elettrici.

IMPIANTO DI ALIMENTAZIONE DELL’ASCENSORE: INFORMAZIONI GENERALI

Le combinazioni per quanto riguarda l’alimentazione forza motrice, l’illuminazione interna, l’illuminazione del vano e del locale macchinario sono moltissime e variano a seconda del caso specifico. Per quanto riguarda l’impianto di terra dell’ascensore, questo deve essere un tutt’uno con quello dell’edificio, per motivi di equipotenzialità.
L’argomento è molto complesso e non basta sicuramente un articolo per spiegare l’intero funzionamento. Morello Impianti da anni opera nel settore e sarà in grado di rispondere a qualsiasi domanda o dubbio. Non esitate a ponervi in contatto.

Documentazione necessaria per il quadro elettrico di cantiere

Qual è la documentazione che deve essere presentata quando si tratta di un impianto elettrico in un cantiere?
Ci sono due diversi scenari che bisogna tenere in considerazione per quanto riguarda la conformità del quadro elettrico di cantiere. Uno è quando l’impianto elettrico è alimentato da fornitura diretta della Committenza e/o da fornitura temporanea richiesta all’ente gestore, l’altro è quando l’impianto è collegato ad una rete „privata“. Vediamo quindi i due csasi specifici.

CONFORMITÀ DEL QUADRO ELETTRICO DI CANTIERE: PRIMO CASO

Qui, l’impianto elettrico e la sua messa a terra deve essere interamente eseguito da un installatore qualificato ai sensi del Decreto del ministero dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, nr. 37. Questo stesso operaio specializzato, prima che l’impianto inizi ad essere utilizzato, produce poi la Dichiarazione di Conformità che sarà consegnata al proprietario dell’impianto elettrico ed allo sportello unico delle attività produttive del Comune di competenza.

CONFORMITÀ DEL QUADRO ELETTRICO DI CANTIERE: SECONDO CASO

Nel secondo caso, in cui l’impianto è collegato ad una rete privata, la dichiarazione di conformità deve essere inoltre completata con uno schema dell’impianto e con indicazione dei materiali ed abilitazione all’installazione data dalla Camera di Commercio di competenza. Questo dovrà poi essere inviato al Datore di Lavoro entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto.

Inutile aggiungere che durante l’intero utilizzo dell’impianto elettrico di cantiere, questo deve essere manutenuto e garantito e verificato regolarmente. Le verifiche ordinarie sono di norma regolamentate direttamente dal produttore e sono a carico del Datore di Lavoro.

Gli striscioni e cartelli pubblicitari

Cartelli, striscioni ed insegne pubblicitarie devono essere realizzate con materiali non deperibili e resistenti agli agenti atmosferici. Generalmente devono avere forma regolare e che non causi confusione con la segnaletica stradale, specialmente vicino ad incroci. Chiaramente non devono essere di ostacolo a semafori, a impianti di illuminazione pubblica o al transito pedonale. La normativa prevede anche delle dimensioni massime a seconda del territorio e delle proporzioni architettoniche dei luoghi in cui vengono installati.

SISTEMI DI ILLUMINAZIONE PER STRISCIONI E CARTELLI PUBBLICITARI

Un sistema di illuminazione per striscioni e cartelli pubblicitari, deve tenere in conto diversi dettagli come il posizionamento, per evitare riflessi, la quantità di luce, le superfici da illuminare, il tipo di lampade che verrà utilizzato e la manutenzione necessaria.

La pubblicità è legata a fattori emozionali e per questo il sistema di illuminazione deve essere appositamente studiato in base alla superficie da illuminare.

A CHI RIVOLGERSI?

Si tratta di un lavoro da non sottovalutare, la luce è infatti arte, esperienza e qualità. Tutto questo lo troverete in Morello Impianti che da molti anni lavora nel settore e che ha seguito diversi clienti in questo campo specifico. Non esistate a contattare il team di esperti per una consulenza.

Messa a terra di un ponteggio metallico

Chiariamo oggi gli eventuali – molti – dubbi che possono insorgere quando si parla della messa a terra di un ponteggio metallico. L’argomento non è semplice ed è per questo che bisogna essere molto informati per evitare situazioni di possibile pericolo che possono portare anche ad episodi molto gravi e spiacevoli.
La necessità di collegare la struttura di un ponteggio metallico all’impianto di dispersione di terra risulta dall’analisi del rischio elettrico prescritta dai comma 2 dell’articolo 80 del D. Lgs. n, 81/2008 e dalle sue modifiche. In particolare sottolineamo i seguenti punti:

  1. il ponteggio può essere considerato come una struttura metallica di notevoli dimensioni situata all’aperto;
  2. il ponteggio può essere considerato come una massa e per questo deve essere protetta contro i contatti indiretti;
  3. il ponteggio può essere considerato come una massa estranea.

Ponteggio come struttura metallica

Come strutture metalliche possono essere considerate anche gru, impianti di betonaggio, silo per la malta, ecc. Per essere a normativa di legge, non è necessaria la realizzazione di un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche, ma si potrà avere una documentazione che specifica l’efficacia “dell’autoprotezione” della struttura.

Protezione contro i contatti indiretti

Bisogna sempre realizzare l’equipotenzialità fra masse metalliche nel caso in cui, per esempio, sul ponteggio o nelle sue vicinanze sono installate attrezzature elettriche o quando in prossimità del ponteggio è presenta una conduttura elettrica.

Ponteggio come massa estranea

Quando la resistenza verso terra del ponteggio, o della gru, o del silo, ecc. è inferiore a 200 ohm, il ponteggio è considerato una massa estranea e va quindi collegato all’impianto di terra per ottenere l’equipotenzialità delle masse. Se il terreno è asfaltato, coperto di ghiaia, lastricato o roccioso, si potrà non considerare il ponteggio come massa estranea dato che la sua resistenza verso terra supererà sicuramente i 200 ohm.
Come vedete, si tratta di un argomento delicato e complicato per il quale è sempre meglio rivolgersi ad esperti del settore. Morello Impianti ed il suo team sono a disposizione per una consulenza in merito ad ogni caso specifico. Non esitate a contattarli.

Sistema di allarme per ponteggi

Senza dubbio i ponteggi rappresentano un particolare punto di vulnerabilità all’interno di un cantiere edile. Non è raro infatti che le impalcature, durante una fase di ristrutturazione esterna, appoggiate al perimetro degli edifici vengano sfruttate da malintenzionati per compiere furti. Per questo motivo vengono adottati sempre più sistemi di allarme appositamente studiati nel caso di cantieri e ponteggi.

Sistema di allarme per ponteggi: come funziona

Questi impianti realizzati specificatamente per rispondere alle esigenze di cantieri edili, sono dotati di specifici rilevatori idonei ad ambienti così mutevoli, come appunto quello dei cantieri. Questi sistemi sono generalmente molto semplici da installare ed allo stesso  tempo molto efficienti. Possono essere sia comprati che noleggiati – in entrambi i casi è necessario comprobare che il loro funzionamento sia impeccabile. In generale permettono di rilevare e segnalare la presenza di estranei al di fuori degli orari di lavoro del cantiere. Una caratteristica importante di questi sistemi sta nella possibilità di espandere tempestivamente il loro raggio d’azione in modo da potersi adattare alle diverse situazioni.

Sistema di allarme per ponteggi: la normativa

Non esistono leggi specifiche che obblighino l’utilizzo di sistemi antifurto per ponteggi, ma i vantaggi sono innegabili. L’impresa che esegue i lavori ha, in generale, l’obbligo di accertare che tutto il cantiere, e quindi anche gli eventuali ponteggi, non vadano a causare pericolo per i condomini o per le persone che transitano vicino. Indirettamente quindi, un sistema di allarme è più che motivato.
Per saperne di più e decidere che tipo di sistema di allarme è necessario per il vostro tipo di cantiere – esistono infatti diverse varianti – non esitate a pontervi in contatto con il team di professionisti di morello impianti, da anni operante con successo nel settore.

 

 

I guasti degli impianti elettrici di cantieri

Spesso la causa di un infortunio di origine elettrica nei cantieri dipende da guasti agli utensili ed agli attrezzi elettrici. L’utilizzo di questi deve quindi essere più sicuro possibile e le necessarie condizioni di sicurezza devono essere mantenute nel tempo. Le attività in cui questi apparecchi sono utilizzati infatti, li sottopongono a sollecitazioni che possono essere anche intense e che possono portarli ad una rapida usura. Inoltre, ci sono da tenere in considerazione anche l’aggressività degli agenti atmosferici e chimici che possono provocare danni e rotture dell’involucro e dei cavi elettrici.

La manutenzione degli impianti elettrici di cantiere

L’importanza di effettuare periodiche verifiche non deve essere quindi sottovalutata dal responsabile di cantiere. L’impianto deve essere sempre in buono stato di conservazione, altrimenti deve essere tempestivamente riparato o sostituito. Se vengono evidenziati danni, rotture o malfunzionamenti, un intervento immediato è necessario. Il lavoratore che si occupa degli impianti elettrici ha il compito di eseguire regolarmente controlli a vista e di segnalare eventuali anomalie al responsabile.

Verifiche all’impianto elettrico di cantiere

Le verifiche devono essere iniziali e, se il cantiere è di lunga durata, periodiche. Le verifiche iniziali sono l’ultima fase di lavorazione dell’impianto elettrico e vengono effettuate prima di mettere in funzione l’impianto e servono anche per comprovare la rispondenza dell’impianto alle norme di sicurezza. Con la dichiarazione di conformità l’installatore certifica, assumendosi interamente la responsabilità, che tutto è conforme alla legge.
L’argomento richiede un’approfondita conoscenza delle normative in merito agli impianti elettrici di cantiere ed è assolutamente necessario contare su uno specialista. Morello Impianti vanta un team di esperti preparati per qualsiasi tipo di consulenza; non esitate a contattarli!

 

Sensori antifurto per ponteggi: perché utilizzarli?

Analizzando le statistiche di furti in appartamenti, risulta frequente che i ladri utilizzino i ponteggi dei temporanei cantieri di lavoro per entrare attraverso porte o finestre. Dato anche l’aumento di furti nel nostro Paese e il senso di insicurezza che sempre più aleggia nei cittadini, l’utilizzo dei sensori antifurto per ponteggi è un elemento praticamente obbligatorio.

Sensori antifurto per ponteggi: la legge

I giudici, in caso di furto, riconoscono in diversi soggetti coinvolti la responsabilità, dall’impresa al condomino stesso. L’impresa appaltatrice è responsabile di proporre un sistema antifurto funzionante e funzionale al cantiere ma d’altra parte, i condomini, sono responsabili nel caso in cui rifiutino – per questione di costi o altri motivi – l’installazione di suddetti impianti.
Si tratta quindi di un argomento molto delicato e, la soluzione migliore, è sicuramente quella di predisporre un impianto antifurto e, come condomino, di essere d’accordo con ciò che l’impresa consiglia di installare, anche se rappresenta un costo in più. Quanto vale la vostra sicurezza?

Sensori antifurto per ponteggi: il funzionamento

Altri impianti possono invece essere a barriere infrarossi oppure essere dotati di sensori volumetrici. I modelli sono diversi e, chiaramente, bisogna valutare quello più adatto per ogni circostanza specifica. Non è una scelta da prendere sottogamba e per questo è necessario rivolgersi ad esperti del settore, come Morello Impianti che da anni si dedica a questa attività.

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